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La concia delle pelli.

Quest'arte, che è antica quanto l'uomo, una delle attività umane di origini più remote. Le pelli ottenute dalla caccia e dall'allevamento di animali, all'inizio, erano usate come indumenti, ma avevano due inconvenienti: alle basse temperature diventavano rigide e il calore le putrefaceva. Ecco quindi la necessità di trovare delle soluzioni per renderle inalterabili.



Si cominciò, probabilmente, a trattarle con dei grassi per renderle più flessibili e resistenti. Un altro antico procedimento fu quello dell' affumicatura che, in seguito, si trasformò nella concia 'all'aldeide', un elemento presente nei vapori sviluppati dalla combustione di foglie o rami verdi, tuttavia si scoprì presto che migliori risultati si potevano ottenere con l'essiccazione.

La concia vegetale, a sua volta, era già conosciuta in epoche lontanissime, grazie al potere conciante del tannino contenuto nella corteccia di alcune piante (soprattutto la quercia). L'ultimo metodo di cui si ha notizia è quello della concia all’allume, un minerale abbastanza diffuso in natura, particolarmente nelle zone vulcaniche, che diede origine alla concia 'all'alluda'. Questi procedimenti, man mano più raffinati ed efficaci, furono alla base della possibilità di impiego delle pelli nel mondo antico e continuarono ad esserlo per secoli.

Un sensibile perfezionamento nei procedimenti di lavorazione si registrò nel Dodicesimo secolo, tanto che, da allora e sino al secolo scorso, non intervennero modifiche sostanziali nei sistemi di concia.

Più o meno nel periodo medioevale si scoprì, infatti, l'effetto depilante della calce viva, una tecnica tuttora in uso, ma  un notevole miglioramento produttivo si verificò invece verso la metà dell'Ottocento con la scoperta del potere conciante dei sali di cromo, che ebbero applicazione pratica nella produzione industriale.

La pelle utilizzata nel rivestimento dei libri è costituita da un insieme di fibrille del diametro di circa 0,1 µm e ogni fibrilla è formata da filamenti di diametro circa cento volte inferiore. Con l'azione del tempo e con lo stress dovuto all'azione acida della concia tali fibre tendono a dividersi dando origine alla 'sfarinatura della pelle'. Unico sistema per mantenere nel tempo la naturale flessibilità della pelle è il proteggerla con adeguate cere ed unguenti (vedi cera protettiva).