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LE MUFFE

Le muffe prosperano su moltissime sostanze organiche e in presenza di sufficiente umidità, decompongono rapidamente legno, carta e cuoio. Non tutte sono dannose: molte specie, anzi, trovano impiego nell’industria, in virtù delle loro proprietà di agenti della fermentazione degli acidi organici. A differenza degli animali, i funghi digeriscono le sostanze nutritive al di fuori di esse, attraverso la fuoriuscita di enzimi che scindono molecole complesse e dopo le assorbono. Tutti i funghi sono caratterizzati da una serie di cellule disposte in maniera lineare che prendono il nome di ife, che intrecciandosi tra loro formano quello che si chiama micelio. Le formazioni polverulente bianche, verdastre o nere che le muffe formano sul substrato su cui si insediano non sono altro che il loro corpo fruttifero, costituito da ife e sporangi.


Le muffe propriamente dette appartengono ai due classi: gli ascomiceti e gli zigomiceti: ad esempio, sono ascomiceti le muffe del genere Penicillium, ben note per il principio antibatterico che si ricava da una delle sue specie, mentre è uno zigomicete la muffa nera Rhyzopus stolonifer. Per distinguere i diversi tipi di muffe si segue in genere una classificazione per colore: esistono quindi muffe bianche, verdi, grigie, rosse e nere. La formaziome delle muffe nei libri è dovuta essenzialmente a due fattori: una errata ubicazione della libreria (posta contro una parete fredda può provocare il rilascio di umidità) la costante permanenza dei libri in luogo umido (cantine, solai, a contato con pavimenti) Le muffe si “nutrono” del collante contenuto nell’impasto della carta, deteriorandola e  rendendola povera di consistenza, assumendo coloriture varie in funzione della loro tipologia.


GLI INFESTANTI

Gli infestanti sono all'incirca una settantina, responsabili di danni ai volumi di archivi e biblioteche. Infatti, se gli insetti si avvicinano ai libri non è per un loro interesse alla cultura, bensì perché costituiscono un substrato alimentare adeguato alle loro esigenze. Infatti alcune specie apprezzano la carta, che altro non è che cellulosa, altri preferiscono le colle, che possono essere amilacee o di origine animale, altri ancora sono attratti dal rivestimento in pelle o cuoio delle copertine mentre altri scelgono quelle in tela e le cuciture e costolature in fibra tessile.
I fattori ambientali come la temperatura e l'umidità elevate possono favorire gli attacchi da parte degli insetti in quanto ottimali  per il loro sviluppo. Indirettamente  temperatura ed umidità  facilitano il proliferare di muffe e ife fungine di cui si nutrono determinati insetti.
Alcune insetti (Anobidi, Lictidi, Dermestidi) completano il loro sviluppo alimentandosi di carta. Per altri (Blatte, Tisanuri, Termiti) i materiali cartacei costituiscono una fonte alimentare temporanea.


Nella famiglia degli acari il Ptino fur. Gli ptinidi, di cui molte specie sono sprovviste di ali membranose e somigliano a piccoli ragni, sono molto comuni e si rivelano altrettanto nocivi algi anobidi. Passano sovente inosservati anche quando sono molto numerosi, giacchè vivono abitualmente nascosti per poi sbucare  di notte in cerca di cibo, composto di sostanze secche di origine animale o vegetale. Della famiglia va ricordato lo ptino ladro (Ptinus fur) il cui adulto misura solo 3 millimetri e mezzo. Lo ptino ladro si trova frequentemente nelle case e nei luoghi dove sono conservate sostanze organiche, oppure pelli, ecc.


Nella famiglia dei Tisauri la Lepisma saccharina  o pesciolino d'argento è un insetto lucifugo, veloce e privo di ali; è sinantropico, ovvero lo si trova nelle abitazioni umane, ed è molto diffuso. L'aspetto del corpo dell'insetto, argenteo e oblungo, giustifica il suo nome comune; esiste sul nostro pianeta da oltre trecento milioni di anni. A seconda delle condizioni di vita, un pesciolino d'argento diventa completamente adulto in un tempo variabile fra quattro mesi e tre anni.  I pesciolini d'argento non possono riprodursi in ambienti freddi e secchi.


Nella famiglia degli psicotteri il Trogium pulsatorium e Liposcelis divinatorius. Sono piccoli, spesso dotati di lunghe antenne. Con  apparato boccale masticatore e corrodente. Zampe ambulatorie o atte al salto. Si trovano nelle case come parassiti. Preferiscono i luoghi umidi. Vivono  tra le carte, nelle biblioteche, nelle imbottiture di mobili. Sono fitofagi, si nutrono di detriti di origine animale e vegetale, oppure di muffe.



Nella famiglia dei Coleotteri 'tarlo dei mobili', è il tarlo meno esigente che infesta essenzialmente mobili, cornici, statue. Le larve si accrescono scavando tortuose gallerie producendo una rosura grossolana mescolata ad escrementi; questa specie è particolarmente diffusa nelle zone a clima marittimo e ovunque prevalgano condizioni di elevata umidità.

 

Nella famiglia dei Lepidotteri le Tineidi (tarme) comprendono alcune specie dannose alle biblioteche. Le larve delle Tarme si nutrono di fibre tessili animali e pellami e si sviluppano per lo più sui detriti rilasciati dai volumi. Provocano erosioni con le loro mandibole e l'imbrattamento con la seta prodotta per proteggersi lungo il transito e impuparsi.


GLI INCHIOSTRI

Gli inchiostri
Nel Medioevo era in uso inchiostri a base di nerofumo, questi inchiostri erano inerti, e quindi non aggressivi. Purtroppo avevano poca forza e i non resistevano all'acqua.
Dal secolo XII essi sono stati sostituiti da inchiostri ferrogallotannici, a base di vetriolo verde e acidi tannico e gallico, cui si aggiungevano addensanti. Questi inchiostri erano molto forti e molto stabili all'acqua ma contengono un alto grado di acidità che, col tempo, interessa le zone circostanti della carta e ne provoca l'imbrunimento, il degrado e persino la perforazione.