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Ex-Libris della libreria Il Bulino

'Ex-libris' è una breve locuzione latina che sta per 'dai libri di', di norma  di piccole dimensioni, 8-10 centimetri,  applicata sul risguardo anteriore del libro, sintetica, simbolica, in cui viene specificata l'identità del possessore del volume. Questa piccola impressione a stampa, alternativa poetica alla semplice firma, nacque come esigenza dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Venuta meno la possibilità di creare copie di testi personalizzati, si presentò l'esigenza di  dare un'identità alle opere della propria biblioteca. Nel XVI secolo troviamo stemmi araldici, emblemi della famiglia arricchiti da cornici.  I possessori delle biblioteche erano nobili di sangue e le proprietà si tramandavano all'interno della famiglia, tutto era quindi contrassegnato col medesimo stemma.

In quest'epoca compaiono i primi Ex Libris, raramente accompagnati da una  componente letteraria poiché questo era ancora considerato come un semplice mezzo per dichiarare la proprietà dell’opera. A questi incisori, principalmente di xilografie, non si chiedevano nè novità compositive nè particolari invenzioni iconografiche, ma il rispetto di regole figurative codificate. Questo stile nella rappresentazione continuò anche nel XVII secolo ma con una grande evoluzione tecnica: la calcografia su rame permise agli artisti di realizzare linee molto sottili e precise, ombreggiature più morbide che permettevano migliori dettagli, le immagini divennero più complesse e raffinate.

Le accademie letterarie e la borghesia crescente  fecero in modo che l'ex libris, ormai considerato una moda leziosa, si sviluppasse di pari passo con la diffusione del libro. Lo stile araldico si trasformò seguendo lo stile neoclassico del tempo.Il novecento segnò la svolta per l'ex libris, nato per 'servire' il libro, si ricoprì di fama e diventò un'opera d'arte a se stante; i committenti divennero ben presto collezionisti creando una fitta rete di scambi ed una nuova concezione di ex libris, non più l'attestato di proprietà ma una piccola stampa d'arte con valutazione e rarità, non vennero più rispettati i canoni classici di dimensioni o di grafica tanto che venne inserito il colore nella stampa. Essendo ormai considerata una piccola stampa d'arte e non solo un cartellino da libro ogni ex libris viene numerato e firmato, sotto la stampa o sul retro.

La realizzazione di Ex Libris:

Dopo questa breve descrizione della storia e del significato dell’Ex Libris proponiamo in sintesi il procedimento di realizzazione. Per la creazione è essenziale la collaborazione del committente in quanto nell'Ex Libris deve riconoscersi e quindi contenere quei simboli e quelle passioni che a lui si ispirano, si procede nel seguente modo:


- A fronte delle indicazioni ricevute dal cliente si realizzano vari bozzetti grafici. Inizialmente in grande formato e successivamente ridotti alla dimensione esecutiva di circa 6-8 centimetri x 10. I bozzetti potranno essere di tipo figurativo, astratto, stilizzato, decorativo, geometrico… in funzione del significato che si vorrà attribuire all’immagine.

- Eseguite le eventuali varianti richieste ed approvato un bozzetto si procede con l’incisione della lastra di rame o zinco, in funzione del numero di copie richieste.
- Vengono realizzate una serie di prove di stampa per verificare la qualità dell’incisione e le relative proposte di colore. Solitamente gli ex libris vengono stampati con inchiostro nero, ma a volte sono consigliati toni più caldi come il seppia, il terra di Siena, il moro, il verde oliva… La scelta varia a seconda del genere di raffigurazione.
- Definito il colore di stampa e verificata la qualità dell’incisione si procede con la stampa a torchio del numero desiderato di copie.

I metodi d’incisione e materiali utilizzati:

L’immagine prescelta  viene incisa  su di una lastra di rame o zinco (a seconda della quantità richiesta di copie) con la tecnica dell'acquaforte. Tale nome deriva dall’uso di  acido nitrico utilizzato per incidere la lastra. Sinteticamente si eseguono questi essenziali passaggi: la lastra viene preparata stendendo sulla superficie, perfettamente liscia, uno strato di cera resistente all'azione dell'acido, su questa viene trasferito il disegno al negativo. Con l’uso di punte metalliche si asporta la cera scoprendo i punti che dovranno essere visibili una volta stampati, si immerge la lastra nell'acido, anche più volte a seconda delle intensità richieste dal disegno. L’acido aggredisce la lastra solo nei punti scoperti dalla cera, si formano così dei solchi in cui l'inchiostro da stampa si deposita. La lastra viene perfettamente pulita lasciando l’inchiostro solamente nei solchi prodotti dall’acido. La carta di stampa, composta di fibre di cotone al 100%, precedentemente inumidita, assorbe l’inchiostro residuo trasferendo l’immagine al positivo e acquisendo il caratteristico bordo incavato delle incisioni.